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Perfetti sconosciuti: epilogo di un cumulo di segreti o specchio della realtà civile?

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Vi siete mai chiesti cosa vi succederebbe se doveste mettere il vostro smartphone a completa disposizione del gruppo di vostri amici?

Beh, questo è quello che accade ai grandissimi attori presenti in Perfetti sconosciuti, un film commedia del 2016 diretto da Paolo Genovese, vincitore del David di Donatello come miglior film.

“Perfetti sconosciuti” è proprio il modo per definire una “combriccola” di amici di lunga data che conservano tutti un segreto che non riveleranno mai ma che all’apparenza mostrano inesistente continuando a “giocare” con la realtà comportandosi tutti da ottimi amici.

Spesso si dice che siamo senza segreti ma potremmo tranquillamente dimostrarlo se ne avessimo la possibilità?

Io credo proprio di no ed il motivo lo ritroviamo nei fatti narrati in “Perfetti Sconosciuti”. A volte si tende a celare la propria intera esistenza su comportamenti legati a falsità ed indifferenza ma ciò non è sempre a causa di timidezza o di carattere quanto piuttosto a causa della paura che da sempre è insita nell’uomo. L’uomo , più o meno forte che sia, ha da sempre la paura che i suoi segreti vengano scoperti dalla collettività perchè ciò potrebbe causare gravi danni alla sua immagine e magari anche la fine di un amore ma non si accorge che spesso la voglia di nascondere tutto provoca più danni della confessione stessa.

Perfetti-Sconosciuti-Smutniak<< Siamo frangibili … chi più e chi meno >>, in questa battuta del finale del film è riassunto il succo dell’intera pellicola e dell’intera condizione emotiva umana. L’uomo è talmente emozionalmente fragile che tende a difendersi come può ma spesso dimentica che prima o poi dovrà fare i conti con la realtà; prima o poi sarà necessario raccontare i propri segreti ed è proprio lì che tutto sarà resettato. É bene tenere a mente questa battuta pronunciata dal mitico Marco Giallini perchè rappresenta anche la chiave per non cadere in trappola. Signori miei non è lo smartphone il nostro nemico, siamo noi stessi i nostri nemici!

Giorno dopo giorno ci limitiamo e ci nascondiamo guadagnando sempre di più un posto nella nave dei “bugiardi”, questa nave però fa rotta unicamente verso la tristezza e l’odio ed è per questo che bisogna tentare di rimanere ” a terra” e cercare di non salire mai su quella nave; l’unica arma a disposizione per far sì che ciò non accada, e che non si ritorni alla menzogna e all’estrema indifferenza, come accade ai protagonisti del film nelle scene finali, è sfoggiare una splendida sincerità sempre comunque ed ovunque ma soprattutto con chiunque per far sì che anche le relazioni con chi ci è caro possano mantenersi nel tempo.

La chiave per superare eventuali difficoltà del percorso è confrontarsi, meglio se con amici o cari o persone fidate, perchè solo così potrete vivere più liberi e valorizzare tutto ciò che amicizia ed amore sanno donarci!

Questo è il mio pensiero su questa splendida pellicola di P.Genovese.

E voi che ne pensate? Provate a rispondere nei commenti sotto o nei commenti al post sui social.

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