Crea sito

It Follows: il trionfo dell’irrealtà e della “pacchianità” in chiave horror-thriller

It Follows: il trionfo dell’irrealtà e della “pacchianità” in chiave horror-thriller
Assicura la tua sicureza domestica con FAAC- Home Lock
70 giorni di libertà per cambiare faccia alla tua vita
MySi: acquisti con semplicità sfruttando il tuo fedele smatphone
Condividi:

Ieri sera, preso dalla curiosità, mi accingo a “sbirciare” fra l’innumerevole lista di film messi a mia disposizione e mi imbatto in “It Follows”, film di cui avevo tanto sentito parlare prima della sua uscita ma finito del dimenticatoio dell’opinione pubblica dopo la sua proiezione, nonostante i 14 milioni di incasso in america.it-follows-5

It Follows è un film del 2014, scritto e diretto da David Robert Mitchell, regista semi-sconosciuto autore anche de “The Myth of the American Sleepover (2010), che racconta una misteriosa vicenda nei sobborghi di una tranquilla città americana in chiave più thriller che horror. L’impatto iniziale suscita quella curiosità che contraddistingue un horror con la “H” maiuscola ma non si può dire lo stesso del proseguo. Se la scelta di non disegnare un contesto ben definito può risultare criticabile ma accettabile non si può dire lo stesso per quanto riguarda la scelta delle inquadrature assunte nelle riprese delle “scene clou”: in queste scene, per esempio mi viene in mente quella in cui la ragazza e i suoi amici stanno mangiando nel fast food, l’occhio dello spettatore viene lasciato a distanza dalla scena e la protagonista, Jay, viene osservata solo dall’esterno, lasciando solo all’immaginazione il compito di riuscire a percepire le emozioni e le sensazioni provate dalla protagonista alla vista di losche figure all’esterno del locale. Questa mancanza di prospettive in prima persona e la mancanza di una vera “intromissione” nell’animo di Jay evidenziano uno dei grossi difetti del film, la mancata trasmissione della paura della ragazza prima e dell’intero gruppo di suoi amici poi.Qui, infatti, viene a mancare un importantissimo elemento, il terrore, e ne converrete anche voi che l’intero film continua a rimanere in “bilico” fra l’atmosfera di mistero costruttiva ai fini del mantenimento dell’attenzione dello spettatore e una costante irritazione provocata dalla confusione nello svolgimento della trama e della mancato chiarimento di un contesto troppo spesso sottovalutato.

itfollows03Insomma la tematica del following viene trattata in modo molto surreale e al contrario della critica mi sento di dire che viene resa totalmente surrealtà, malgrado il tentativo di calarla nella quotidianità della vita di una normalissima ragazza americana.

I 94 minuti di film risultano così passare troppo lentamente ed in maniera noiosa ci si avvia sempre più verso un finale inesistente, basato sul fatto che è già previsto un sequel. In conclusione è uno di quegli horror-thriller che non fa nè “ridere i polli” nè “spaventare le galline” e che per quanto si vogliano giustificare le scelte del regista nel tentativo di ridare vigore a un genere quasi morto, per via degli ultimi film, ciò non può giustificare un prodotto cinematografico così scadente, poco coinvolgente, pacchiano, volgare (scene di sesso gratuite e totalmente fuori contesto) e totalmente in appropriato con quanto concerne la tematica centrale del film, il tema del following, affrontata con estrema noncuranza delle possibili reazioni del pubblico alla vista di tanta confusione e tanta violenza non giustificata.

Un film definibile solo come uno scempio di tracotante volgarità sessuale inserita in un contesto misteriosamente disarmante ma dalla trama totalmente assente! it-follows-2-01

Film ispirato alle “presenze” opprimenti della tradizione britannica (“L’incantesimo dei runi” di M.R. James, per esempio, da cui prende anche la trasmissibilità della maledizione), ma in versione moderna (tanto per dire, la trasmissione della maledizione avviene per via sessuale).

 

Condividi:

COMMENTS